MARTEDÌ 15 GIUGNO 2010
Altri Possono, Tu No!
Se Dio ti ha chiamato ad essere in tutto simile a Gesù, indubbiamente dovrai calcare un sentiero solitario di completa ubbidienza. Sembra che, in qualche maniera, il Signore ti guidi per un sentiero diverso da quello calcato dagli altri.
Altri possono vantarsi del loro lavoro, del loro successo, dei loro scritti; ma lo Spirito Santo non ti permette di fare altrettanto e, se ci provi, ti tiri addosso una mortificazione così grande, che ti porta a disprezzare te stesso e tutte le tue opere buone.
Ad altri è permesso avere successo nel fare denaro, ma sembra che il Signore voglia tenerti povero, perché desidera che tu possieda qualcosa di più prezioso del denaro: una completa fiducia in Lui solo, fiducia che Gli dia il privilegio di poter sopperire ai tuoi bisogni giorno per giorno, attingendo dai Suoi tesori invisibili.
Il Signore permette ad altri di essere onorati e posti in prima fila, mentre ti tiene nascosto nell’oscurità, perché desidera produrre da te un frutto prelibato e fragrante per la Sua gloria, frutto che può maturare soltanto nell’ombra.
Iddio permette che altri divengano grandi, mentre ti mantiene piccolo.
Permette che altri facciano il Suo lavoro e ne ricevano gli onori, ma fa in modo che tu lavori e ti affatichi senza conoscere tu stesso l’entità del lavoro che fai; più ancora, Egli lascia che altri ricevano l’onore per il tuo lavoro, e ciò affinché il tuo premio possa essere dieci volte più grande quando Egli verrà.
Lo Spirito Santo veglia attentamente sopra di te, con amore geloso, e ti rimprovera per le piccole parole, per i fugaci pensieri, per le perdite di tempo, per le quali cose sembra che gli altri non si diano affatto pensiero.
Convinciti che Dio è un Sovrano infinito ed ha tutto il diritto di agire come Gli piace con coloro che Gli appartengono, senza dover dare una spiegazione del Suo modo di fare.
Egli ti copre di un amore geloso e non permette che tu dica o faccia le cose che tanti altri dicono e fanno, perché Egli ha il diritto di serrare la tua lingua, di legare le tue mani, di chiudere i tuoi occhi.
Quando sarai talmente unito all’Iddio vivente da sentirti felice di questa personale,
gelosa, serrata vigilanza dello Spirito Santo, allora sarai entrato nel vestibolo del
cielo.
tratto da: Risveglio Pentecostale
Marzo 1960
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