Blog di finferflu


MERCOLEDÌ 8 NOVEMBRE 2006

E la crocifissione continua...


"Allora Pilato, vedendo che non otteneva nulla, ma che anzi il tumulto cresceva sempre piú, prese dell'acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Io sono innocente del sangue di questo giusto; pensateci voi»."

(Matteo 27:14, La Nuova Diodati)

Chi non conosce questa storia? Chi non ha mai pensato che lavarsene le mani sia una cosa negativa? E soprattutto, quale cristiano non ha mai pensato che questa sia stata un'azione deplorevole da parte di Pilato? Avrebbe potuto salvare Gesù da una così triste condanna, e invece, pensando solo a se stesso, ha lasciato morire un uomo giusto.

Quotidianamente nella vita cristiana ci si ricorda di questa spregevole figura, un uomo che, per salvaguardare la propria posizione e i propri rapporti burocratici, si lavò le mani davanti ad una palese ingiustizia.

Ma egli stesso si dichiarò innocente del sangue di un uomo che avrebbe potuto salvare. É forse meno colpevole per aver lasciato la decisione a qualcun altro? In fin dei conti Gesù non morì per mano di Pilato, perchè quindi attribuirgli una colpa così grave e pesante?

Una frequente risposta a questo è: "Il non agire per salvare la vita di qualcuno equivale ad un omicidio." E altrettanto frequentemente tale risposta viene pronunciata da un pulpito, o dalla bocca di un credente.

Questa etica obbliga quindi ogni persona che la osserva ad agire di fronte ad ogni ingiustizia. Fare altrimenti significa addossarsi l'ingiustizia.

Ora, ciò che io trovo particolarmente inconsistente in alcuni insegnamenti cristiani, è una certà dualità di comportamento. Da una parte si condanna Pilato per non aver agito, ma dall'altra ci si astiene dall'azione in attesa che il Regno di Dio sia stabilito qui sulla terra.

"Il mondo è malvagio, è senza speranza, e non c'è nulla che io possa fare per aggiustare le cose. Lascio che Dio faccia tutto, ci penserà Lui, e vedremo la giustizia trionfare solo quando Gesù stabilirà il Suo Regno qui in terra." Questa è una risposta standard di chi la crede così.

Se Pilato è stato giudicato colpevole per non aver agito in favore di Gesù, come deve essere quindi giudicato un cristiano che non si adopera per far valere la giustizia in questo mondo? Non deve essere considerato partecipe e contributore a tale ingiustizia? E forse se il mondo attorno a noi è così malvagio, dovremmo chiederci se noi stiamo contribuendo a tutto questo o cerchiamo di cambiare le cose.

Ho sentito predicare dal pulpito l'omertà riguardo agli affari politici, riguardo all'attualità, ho sentito cristiani predicare l'alienamento più completo da questo mondo che ci circonda, proclamare una vita cristiana all'insegna della "cameretta", chiudersi nella propria camera e pregare, una vita vissuta tra se stessi e Dio.

Sulle basi di questo Gesù stesso ha predicato:
"Allora il Re dirà a coloro che saranno alla sua destra: "Venite, benedetti del Padre mio; ricevete in eredità il regno che vi è stato preparato sin dalla fondazione del mondo. Poiché ebbi fame e mi deste da mangiare, ebbi sete e mi deste da bere; fui forestiero e mi accoglieste, fui ignudo e mi rivestiste, fui infermo e mi visitaste, fui in prigione e veniste a trovarmi". Allora i giusti gli risponderanno, dicendo: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere? E quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato? O ignudo e ti abbiamo rivestito? E quando ti abbiamo visto infermo, o in prigione e siamo venuti a visitarti?" E il Re, rispondendo, dirà loro: "in verità vi dico: tutte le volte che l'avete fatto ad uno di questi miei minimi fratelli, l'avete fatto a me". Allora egli dirà ancora a coloro che saranno a sinistra: "Andate via da me maledetti, nel fuoco eterno che è stato preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Poiché ebbi fame e non mi deste da mangiare, ebbi sete e non mi deste da bere fui forestiero e non mi accoglieste, ignudo e non mi rivestiste, infermo e in prigione e non mi visitaste". Allora anche questi gli risponderanno, dicendo: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato, o assetato, o forestiero, o ignudo, o infermo, o in prigione e non ti abbiamo soccorso?". Allora egli risponderà loro dicendo: "in verità vi dico: tutte le volte che non l'avete fatto a uno di questi minimi, non l'avete fatto neppure a me."

(Matteo 24:34-45, LND)

L'avida attesa per questo futuro Regno di pace, gioia e libertà, crea così un presente invivibile, dove la malvagità viene fomentata da tante persone che sperano per il bene. Ciò che si potrebbe fare per aggiustare le cose viene evitato all'insegna di un futuro migliore, mentre ci sono persone che stanno avendo un presente peggiore del nostro. Secondo gli insegnamenti cristiani, chi non si adopera per il bene è colpevole verso chi soffre.

C'è quindi poco da contemplare nella nostra cameretta, se non ci adoperiamo per la giustizia noi, non possiamo aspettarci che lo faccia qualcun altro al nostro posto. Il risultato sarà solo e soltanto un'altra crocifissione, se pensiamo al nostro prossimo come se fosse l'immagine di Gesù. Lavandoci le mani, non facciamo altro che comportarci allo stesso modo di Pilato. Non ci sporchiamo le mani, non ci compromettiamo con la situazione presente, stiamo a posto con noi stessi e Dio, facciamo la figura di buoni cittadini tranquilli, e il male continuerà a spandersi. L'ingiustizia continuerà a vagare libera e noi saremo ancorà lì con lo sguardo verso il cielo, o a contemplare la bellezza e la profondità delle Sacre Scritture.

Il male che c'è nel mondo ci riguarda in prima persona, tutti, nel nostro piccolo, siamo responsabili per non aver fatto sentire la nostra voce, per non aver nemmeno cercato di agire, per esserci isolati dal presente e non aver fatto un bel nulla per cambiare le cose. C'è poco da incolpare il sistema, o il diavolo, o il "mondo", quando la radice del male siamo noi stessi e la nostra omertà.

Un cristiano che si fa portavoce del proprio amore verso Gesù, dovrebbe farsi portavoce del proprio amore verso il prossimo, e se condanna il lavarsi le mani di Pilato, dovrebbe anche condannare la mancanza di azione. Altrimenti ciò che rimane è solo una folla di persone che grida: "Crocifiggilo!" e noi saremo partecipi e colpevoli della morte di Gesù giorno dopo giorno.

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MERCOLEDÌ 8 NOVEMBRE 2006

Avevo già letto questo articolo: è stato come guardare la mia propria coscienza allo specchio!! Non so trovare parole adatte per esprimermi al meglio,  però qualcosina nel mio piccolo provo a dirla! Sicuramente non saremo in grado di sconfiggere tutta l'ingiustizia che c'è nel mondo e, purtroppo, ahimè, anche nell'ambito ecclesiastico. Sicuramente, però, ognuno di noi, nel proprio ambiente e nel proprio raggio di azione, PUO'  DA  ORA  IN  POI  IMPEGNARSI  perchè le cose comincino a cambiare! Ho visto tante ingiustizie, soprattutto a danno dei deboli, dei piccoli, delle donne. Io stessa ho subito delle ingiustizie! Sto portando ancora oggi le conseguenze di queste. Per quanto mi riguarda, ho rimesso la mia causa nelle mani di Dio! Però sono diventata molto sensibile alle sofferenze degli altri e non mi va più di tollerare le ingiustizie. Con l'AIUTO  di Dio, voglio essere una debole voce a favore dei deboli, cosa che non è facile in certi ambienti. Il passo del Vangelo qui usato è molto FORTE e scuote le coscienze sensibili, più di tutti i trattati teologici e più delle dottrine di Paolo, che non voglio comunque contraddire (non vorrei essere fraintesa!). E ...preferisco fermarmi qui. Facciamo la nostra parte, il resto, quello che per noi è impossibile,  lo farà lo Spirito Santo. E comunque, la nostra risposta agli stimoli dello Spirito è fondamentale!!!

Postato da nikanika alle 18.19.00

  


MERCOLEDÌ 8 NOVEMBRE 2006

La penso esattamente in questo modo. A tutti coloro che rinunciano alla lotta e si limitanto ad attendere il Regno.

1)Matteo 25:35

2)Matteo 25:24

 

Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro
perchè il male ed il potere hanno un aspetto così tetro ?
Dovrei anche rinunciare ad un po' di dignità,
farmi umile e accettare che sia questa la realtà ?


Il potere è l'immondizia della storia degli umani
e, anche se siamo soltanto due romantici rottami,
sputeremo il cuore in faccia all'ingiustizia giorno e notte:
siamo i "Grandi della Mancha",
Sancho Panza... e Don Chisciotte

Postato da gabbianoblu alle 20.23.00

  


GIOVEDÌ 9 NOVEMBRE 2006

Certo, è importante cercare la faccia di Dio nella cameretta e ricevere le sue istruzioni prima di agire.Ma una volta ricevute, doveroso impegnarsi. Rimanere per sempre nella cameretta è molto infruttuoso, e sa di monachesimo. I centoventi nell'Alto Solaio aspettarono finchè non ricevettero l'unzione dall'Alto, ma poi ANDARONO nel mondo...avendo la stessa base...ma ministeri diversi...campi da lavorare diversi...ma tutti importanti e utili. Però, è desiderio di Dio che sia esercitata la giustizia e mi pare chiaro nell'Antico e nel Nuovo testamento. Dopo averci giustificati, il Signore attende che facciamo frutti di giustizia. E non dobbiamo lavarci le mani perchè l'Iddio che chiese conto del sangue del giusto Abele, chiederà conto anche a noi del "sangue" dei nostri fratelli. Aspettiamo sì il ritorno di Gesù, ma nel frattempo impegnamoci, perchè tanta fretta se sappiamo bene che potrebbe dirci le cose elencate nel suddetto passo biblico?

Postato da PeterSimon alle 12.47.00

  


GIOVEDÌ 9 NOVEMBRE 2006

Concordo con PeterSimon: un albero si riconosce dai frutti, ed inoltre il ramo che non porta frutti deve essere potato. Il motivo è ovvio: il ramo senza frutti sottrae inutilmente linfa vitale agli altri rami impedendo la crescita dei frutti.

Postato da JohnGabriel alle 15.44.00